martedì 3 agosto 2010

Sognando Babilonia

I giardini pensili di Babilonia, incisione di Martin Heemskerck
Richard Brautigan, Sognando Babilonia (Dreaming of Babylon, 1977) "Le Onde", 3, Marcos Y Marcos, Padova, 2002, Traduzione dall'inglese di Pietro Grossi, 255 pagine.

Portava sempre un accapatoio allentato che avrebbe vinto il primo premio a un concorso di bellezza per blocchi di cemento. p.13

Non ho idea di come certa gente possa vivere come faccio io. Casa mia è talmente sporca che di recente ho cambiato tutte le lampadine da settantacinque watt con altre da venticinque per non vederla. p.16

La vita ha i suoi alti e bassi. La mia adesso non poteva che salire. L'unica cosa più in basso di me era un uomo morto. p.25

Poi il collo parlò per la prima volta. Una voce che pareva un terremoto in una fabbrica di incudini gli esplose di fronte, perché non si prese la briga di girarsi.
"Non scazzare" disse. "Vogliamo quel cadavere". p.149

La copertina



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